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| CBS Sunday Morning Profile (USA) 28 ottobre 2001 CBS Sunday Morning Profile - Enya Di Richard Roth trascrizione e traduzione di Violet Sunday Morning Profile - Enya Enya ha raggiunto una straoridinaria posizione all'apice della sua professione... Come Cher e Madonna, un'artista che non ha bisogno di un cognome...Ha venduto più di 50 milioni di album nel mondo. Ma non è stata quasi mai vista dai suoi fans. Enya non ha mai portato in tour concerti e raramente si esibisce dal vivo...Una quarantenne dai grandi occhi, appassionata della sua privacy. Enya: Ci sono alcune persone che si sentono molto a loro agio quando sono fotografate ogni giorno e ci sono persone che ne hanno pure bisogno e...è solo che per me...hmm...Io non ho mai sentito il bisogno di questo. Reporter: E' molto difficile vero essere riservati nel XXI secolo? Enya: Bhè, fino ad ora, voglio dire, veramente non ho fatto niente di così scandaloso. Io penso, tanto per cominciare, quando sei fuori dalle luci della ribalta e non ci sono storie sensazionali intorno a te, tendono a lasciarti in pace. Chi può dire quello che dice il tuo cuore... Reporter: Con la gente che sta rivalutando i propri valori in questi tempi incerti, forse sono qualità di vecchio stampo come gentilezza e semplicità insieme con la tua imaggine poco appariscente che ti hanno reso più popolare che mai. Qual'è l'immagine che tu pensi la gente associ con Enya? Enya: Io spero onestamente che l'immagine sia ancora di qualcuno a cui davvero interessa solo della musica. Quando io lavoro sulla musica dimentico il successo, dimentico i fans, gli ascoltatori. Dimentico la casa discografica, tutto. Mi concentro solo sulla musica, sto lavorando a questo e voglio essere al 100% felice con il risultato finale. Una melodia arricchita dalla meticolosa stratificazione di suoni, un coro sublime costruito con la consolle elettronica dal produttore e arrangiatore Nicky Ryan, ma un coro composto da una sola voce. Reporter: Sei tu che canti la stessa cosa più di venti volte. Per ogni armonia tu sei l'unico coro. Enya: Assolutamente sì. Ma devi ricordare che è diverso ogni volta. Quando io entro là e sento la melodia, io penso a ciò che essa richiede. Comincio a cantare la prima parte, poi, quando Nicky dice vai con la seconda parte dell'armonia è sempre diverso. Reporter:Sarebbe diverso se fossero 5O persone invece di una. Tu sei solo umana dopo tutto. Enya: Ma se tu lo canti a una voce, due voci, tre voci, quattro voci suona diverso, è un meraviglioso costruire, tu stai costruendo... Nicky Ryan: Noi evitiamo il problema dell'effetto "texture" che si ha usando lo stesso microfono. Noi usiamo un diverso microfono per ogni voce del coro che incidiamo. Reporter: E evitate anche di pagare altri cantanti! Nicky Ryan: (ride) Ci vuole un sacco di tempo, un sacco di tempo in più. E' un processo profondamente solitario, niente collaboratori oltre il suo produttore la sua paroliera. Tutto quello che senti è Enya. E per qualcuno la cui musica è stata definita il suono delle melodie del vento con le parole, non c'è niente di etereo nel modo in cui lavora. Enya: Io sono molto coinvolta anche nel modo in cui io sono raffigurata, la canzone è raffigurata, E' molto importante per me. C'è una fase in cui tu fai lo story board e leggi story boards e vai...no, questo non occorre oppure non mi va di fare quello, non voglio girare in quel posto che non mi piace... Reporter: PerchË? Enya: Si spreca un sacco di tempo. Per contro quando sono soddisfatta dello storyboard, soddisfatta dei costumi e della gente che mi circonda, fondamentalmente mi tiro indietro e lascio che il regista si preoccupi e se la goda. Fare i video è una delle sue poche concessioni al marketing musicale, anche se non si direbbe a giudicare dai risultati. Ma questo è come Enya vuole che noi la vediamo. Un'artista solitaria per la quale la privacy Ë stata una conquista personale. Crescendo in una famiglia di musicisti è stato naturale per Enya cominciare formandosi nel gruppo di familiare. Forse sembrava naturale ma sentiva che non era giusto. Ed Enya non rimase a lungo. Ora lei pensa che andare avanti da sola è quello che ha voluto fare tutta la vita. Una lezione dall'infanzia quando lasciò sette fratelli e sorelle dietro di se per andare in collegio. "Quando andai in collegio la prima cosa che veramente mi godetti fu l'indipendenza". Reporter: Eri te stessa. Enya: Assolutamente. Tu non molli facilmente, tu veramente tieni duro su questo. Reporter: Tu potresti vivere in qualsiasi posto del mondo volessi e sei stata in tutto il mondo. Riesci ad immaginare di non vivere in Irlanda? Enya: No, non posso, non posso. Perchè, anche se amo molto altre città e altre parti del mondo, io mi sento molto legata all'Irlanda, ha a che fare con le mie radici, la mia famiglia. Io sento che, mi piace viaggiare devo dire, ma io sento che a un certo punto devo ritornare...La campagna e la natura sono sempre state importanti per me, la sensazione dello spazio, perchè è quello che io conosco come casa. Così questo, secondo me, io suppongo che mi riporti indietro a un sacco di ricordi, ricordi dell'infanzia. Io penso che è molto importante all'interno del mio lavoro. Vicina a casa... Ora questa artista insolita ha un posto dove abbandonarsi alla sua privacy e al suo perfezionismo, un castello del XIX secolo che ha ristrutturato. Uno piccolo, dice lei, come tutti i castelli irlandesi. Reporter:Per essere la prima casa che acquisti è una bella spesa no? Quante stanze? Enya: Originariamente era 10 stanze da letto, ma si parlava di stanze da letto molto piccole, ed io ho come distribuito alcune stanze, mi sono presa un piano per me stessa e ho un atrio, una libreria e una stanza per la musica. Reporter: Non ti sentirai sperduta qui in giro? Enya: Mi sentirò sperduta con la mia famiglia e con gli amici, voglio dire sarà veramente molto una volta che mi sarò spostata qui, sarà un party senza fine per un po', perchè c'è un sacco di gente che vuole venire a vedere. Reporter: Non ci dobbiamo preoccupare di Enya sola nel suo castello che sovrasta il mare? Enya: (ride) No, no, io non sono mai sola. Reporter: Tu sei molto fortunata. La privacy ha significato libertà, dice lei. La gente conosce la musica e non la musicista. Ma ora sta prendendo in considerazione un tour di concerti. Felice con successo, Enya si domanda come controllerà la fama. | ||||||||||||||||||||