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Il VenerdÏ di Repubblica, 5 novembre 2005
Enya elfo senza frontiere
Di Laura Putti


Enya elfo senza frontiere


E' la pi˜ misteriosa fra le signore del pop. La cantante che non fa concerti, una compositrice le cui musiche vivono in strati sovrapposti, uno sull'altro decine di volte, fino a costruire un'unica voce. PerchÈ il "sound" dell'irlandese Enya Ë soltanto Enya, Ë un'eco che viene da lontano, che sembra rimbalzare su antiche mura celtiche flagellate dalla storia. Tanto che una "masion" secentesca, nella campagna a una ventina di chilometri da Dublino, risulta il luogo ideale per la presentazione del suo nuovo disco. Amarantine (in uscita il 18 novembre), il primo dopo cinque anni. Attorno alla Killruddery House il tempo sembra essersi fermato al 1682, anno di creazione di questo straordinario giardino ad opera di un ugonotto francese di nome Bonnet, allievo di Le Notre, "garden designer" della reggia di Versailles.
Enya, vestita di nero, una vistosa croce nera appesa al collo, riceve in uno dei saloni della casa. Un timido fuoco arde nel camino e lei seduta, seduta sul divano, Ë composta, leggiadra, serena.
Il suo nome per intero Ë Eithne Ni Bhraonain, Ë nata nei prmi anni 60 a Gweedore, piccolo centro del Donegal. Una carriera iniziata nelgi anni 80 con i Clannad, band di famiglia (con tre dei suoi fratelli), caposaldo della musica popolare irlandese, poi dall'88 l'avventura come solista. Un disco ogni due-tre anni, pi˜ di sessanta milioni di copie vendute in tutto il mondo. Nel 2001 Ë campione assoluto di vendite. Nonostante il clamore che la circonda, e l'incredibile successo, Enya ha conservato la grazia irreale di un personaggio da fiaba. Il Signore Degli Anelli Ë una delle sue opere letterarie preferite, e quando quattro anni fa le chiesero di partecipare alla colonna sonora del primo dei tre film tratti dalla saga di Tolkien, a lei sembrÚ di realizzare un sogno. Ottenne perfino una candidatura all'Oscar, cantÚ alla serata di consegna dei premi e fu felice di trovarsi accanto a Sting, Paul McCartney e Randy Newman, che poi le strappÚ la statuetta per la miglior canzone inserita in una colonna sonora, con il motivo di Monsters Inc.
"Fu una delle performances pi˜ emozionanti della mia vita." Ricorda oggi Enya. Non sono molte, in fondo, le sue performances. "Per me fare concerti non Ë facile. Le mie canzoni richiedono un intenso, complicato lavoro di studio, non facilmente riproducibile dal vivo. Questa Ë anche la ragione per cui ho bisogno di almeno due anni per fare un disco."
Ma dopo i tanti concerti con i Clannad (nella band suonava le tastiere), non rimpiange il palcoscenico?
"Non troppo: Amo le occasioni speciali. Ho cantato in Vaticano, in alcuni programmi TV, alla notte degli Oscar. PerÚ devo ammettere che quando ho inciso negli Abbey Road Studios le due canzoni della colonna sonora di Il Signore Degli Anelli-La Compagnia Dell'Anello, un po' di nostalgia mi Ë venuta: avevo attorno una grande orchestra classica, era cosÏ bello cantare in cosÏ buona compagniaä"
Amarantine arriva dopo cinque anni dall'ultimo suo album, A Day Without Rain: PerchÈ tanto tempo?
"Non ho mai fretta. Mi sento una persona libera. Anche perchÈ non ho contratti discografici che mi impongono di realizzare dischi in tempi molto rapidi. Ho avuto la fortuna di iniziare nell'88, una carriera solistica con un disco di grande successo come Watermark, e da allora mi posso permettere di decidere come continuarla. Amarantine Ë arrivato quando dentro di me si erano radunate talmente tante melodie da sentire il bisogno di tirarle fuori. Ma Ë molto stimolante anche il fatto di avere una data di consegna. Con Roma e Nicky Ryan avevamo stabilito che la "dead line" fosse all¼inizio di agosto. E ce l¼abbiamo fatta."
L'incontro con la coppia Ryan risale ai tempi dei Clannad. Nicky era il manager del gruppo. Se ne andÚ in modo poco amichevole, convincendola a tentare una carriera come solista. E da sempre sua moglie Roma Ë autrice dei testi delle canzoni di Enya.
E' importante per lei essere in tre?
"E' la cosa pi˜ bella che possa capitare a un artista. Un vero stato di grazia. Ognuno ha il suo ruolo e una fiducia immensa negli altri due. Roma Ë una poetessa e capisce le parole adatte alle mie canzoni. Nicky ascolta, arrangia, registra. Fu quando la BBC mi affidÚ le musiche di The Celts, una serie di documentari storici, che per la prima volta capii di avere a disposizione una voce, non solo un pianoforte.
Era l'86 e Roma arrivÚ da me con una poesia. 'Parole?' dissi io, stupita. 'Cantale, disse lei. Ed eccoci qui."

Vivete ancora tutti e tre insieme, come nei primi anni della vostra collaborazione?
"No. Io adesso vivio in un piccolo castello non lontano da qui. Non Ë antico come questa casa, Ë vittoriano, del 1840 e ha un bel giardino. E' in cima a una collina e posso vedere il mare. Ma quando esco dallo studio dei Ryan (a cinque minuti di automobile da me) ed entro in casa, ora il lavoro lo lascio fuori dalla porta. Qualche anno fa non avrei potuto."
Lei ha sempre sostenuto la cultura della sua isola. Con i suoi genitori parla in aelico e in ogni disco c'Ë almeno una canzone nella lingua dei celti. PerchÈ non in Amarantine?
"Ora che ci penso la vedo come una prova ulteriore del mio bisogno di libertý. Ma durante il periodo della creazione dell'album, semplicemente non trovavo una melodia che andasse d'accordo con il gaelico."
PerÚ nel disco canta in inglese, giapponese, perfino in una lingua inventata, quella dei Loxians, popolo celeste di astronomi e di custodi delle stelle.
"Il giapponese di Sumiregusa nasce da una passione di Roma Ryan per gli haiku del poeta Bashu. E' venuta da me con questa parola: sumiregusa, che vuol dire viola selvatica. Sia il suono sia il significato erano cosÏ belli che ho voluto assolutamente cantarla."
Anche il titolo del disco Ë ispirato ad un fiore.
"SÏ, l'amaranto, l'aggettivo amarantine significa imperituro."
L'eternitý Ë un'idea che l'attira?
"Credo che alla mia etý si viva l¼amore a un livello molto profondo, convinte che ci si possa svegliare ogni mattina sicure che durerý per sempre."
Il primo brano Less Than A Pearl e l'ultimo Drifting sembrano musiche da chiesa.
"Pi˜ che dalla religione sono sempre stata attratta dalla spiritualitý. Le mie canzoni nascono dal profondo del mio essere, e scrivere musica Ë un processo molto intimo. E' come raccontare quel che accade dentro di me in ogni momento, che cosa penso, cosa mi rende felice. Alla fine, la selezione Ë naturale: solo le cose pi˜ importanti emergono alla superficie."
PerchÈ ha avuto bisogno di una lingua misteriosa?
"Avevo un'esigenza precisa, trovare una lingua che andasse bene sulle mie musiche. Tutto Ë iniziato da un titolo: Water Shows The Hidden Heart. Roma aveva scritto il racconto di un viaggio emozionale di un uomo nella cittý delle solitudini, un uomo che cerca una donna amata e perduta. L'ho cantato in inglese. Non ha funzionato, in gaelico: meno che mai. CosÏ Roma ha inventato una lingua adatta a quella musica."
Non le Ë sembrato strano?
"Niente affatto. Anche la mitologia dei Cleti Ë piena di cose misteriose. E in fondo avevo giý cantato (e Roma aveva scritto) in una lingua inventata, quella dell¼Elvish di Tolkien."
Alla fine le canzoni dei Loxians sono diventate tre una delle quali, The River Sings, si prepara a rinnovare il trionfo di Orinoco Flow, il suo hit assoluto anch'esso su un tema fluviale.
"The River Sings Ë un mistero per me. Ero sicura che sarebbe diventata una canzone in gaelico. La melodia sembrava fatta apposta. E invece no, non andava proprio. Ero molto colpita ma ho capito che non posso impormi regole."
Le sue musiche, in apparenza fuori dal tempo, sono invece ancorate ad una solida tradizione popolare. Non la infastidisce aver vinto tre Grammy "per il miglior disco new age"?
"Quando uscÏ Watermark era un disco talmente nuovo che che fu pi˜ facile catalogarlo come "new age". Il mercato ha bisogno di definizioni, chi compra un disco deve sapere il tipo di musica che sta scegliendo. Sono esigenze che capisco, mentre mi fanno un po' ridere quei gruppi rock che affermano di essere unici o quei cantanti pop che non accettano di essere definiti pop. In certi negozi i miei dischi si trovano sugli scaffali dell' "irish music", del pop o anche della classica. La cosa che mi fa pi˜ piacere Ë quando una musica viene definita enyesque.¾
E' per questo che lei continua a utilizzare la tecnica di registrazione con voci sovrapposte che l'ha resa enyesca?
"A questo dovrebbe rispondere Nicky Ryan, Ë lui che decide se farmi cantare la stessa canzone allo stesso modo, pi˜ volte. Ma Ë un processo libero, secondo le esigenze della musica. Ancora una volta non abbiamo regole da rispettare."
Le sue canzoni parlano sempre d'amore e la realtý quotidiana sta fuori. Non crede all¼artista come specchio del suo tempo?
"Questa casa Ë bella. Il giardino che la circonda Ë bello. Le notizie in televisione non lo sono. Ma le tragedie quotidiane non cambiano la bellezza di ciÚ che abbiamo attorno, e nonostante tutto quel che accade nel mondo ci si puÚ svegliare con la voglia di vivere una bellissima giornata."
Come andrebbe ascoltata la sua musica visionaria?
"Non posso dire dove, se in automobile o in un giardino, o al consevatorio. PerÚ posso suggerire come, prendendo un momento per se stessi, fermando la corsa. Calmi, seduti, per uscire da tutto attraverso la musica."

trascrizione di Violet