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| Financial Times (November 25, 2005) Tè con FT: è una principessa, o qualcosa del genere. di Sathnam Sanghera Alle tre prenderò il tè con una delle cantanti più importanti al mondo, ma alle tre e cinque non c'è traccia di lei nella sala da tè del Dorchester. Mi trascino ansiosamente nell'atrio, chiedendomi se ho sbagliato giorno, hotel, oppure se ho semplicemente immaginato tutto. Alla fine, mi viene in mente che potrebbe aver organizzato di incontrarmi in una sala privata. Dopotutto, Enya, la cantante più famosa e la settantottesima persona più ricca d'Irlanda (secondo il Sunday Times), non è certo conosciuta per il suo amore verso le apparizioni pubbliche: nonostante la sbalorditiva cifra di sessantacinque milioni di dischi venduti nel corso della sua carriera, non hai mai tenuto un intero concerto, concede rare interviste e, se dobbiamo credere alle voci che circolano, vive come Raperonzolo in un castello di Dublino, avventurandosi all¹esterno solo per realizzare i suoi dischi e visitare chiese vuote. Abbastanza sicuro di sè, l'uomo al banco della reception mi informa che "Il Signor Enya" attende in una suite al primo piano, dove vengo accolto da un PR della casa discografica, che mi fa entrare in una stanza grande e tranquilla, rivestita in pannelli di quercia. Tè e caffè sono serviti assieme a quattro bottiglie di acqua minerale e due grandi vassoi di sandwich con decorazioni floreali. Sentendo un certo languorino, divoro un delizioso sandwich al pollo, rendendomi conto di aver reso i vassoi asimettrici e quindi di doverne mangiare un altro. Mentre sono a metà di un sandwich al salmone, stavolta un po'pesante, Enya scivola nella stanza. Leggera, vestita di un abito nero in coordinato con gli orecchini, è la personificazione della sua musica: eterea, sovrannaturale, celtica. Si comporta come un uccellino: il suo incedere, il suo appollaiarsi sulla poltrona, il suo cantilenante accento irlandese, il modo in cui accetta le mie congratulazioni (bofonchiate nel bel mezzo di un boccone di pane e pesce) per la conclusione di "Amarantine", il suo primo album dopo cinque anni. "Grazie", cinguetta, "Ho finito appena due settimane fa, dopo due anni di lavoro. In un certo senso non ho ancora realizzato di aver finito. Sa, ci sono i pro e i contro. C'è sempre un fattore di rischio, sa, la gente che passa da un genere di musica all'altro...Sa, in un certo senso, durante la mia carriera ho visto artisti andare e venire, sa..." Ora, mi aspettavo che Enya, nata Eithne Nì Brahonain, fosse difficile da intervistare in conversazioni precedenti con altri giornalisti è stata descritta come tremendamente timida, molto riservata e restia a parlare di sè - ma questa difficoltà d'espressione mi sorprende. Ascoltando l'intervista dopo l'incontro, ho provato a contare quante volte ha detto "sa" e "in un certo senso" e mi sono arreso dopo duecento volte. Questo potrebbe essere frustrante se non per un motivo: Enya è la più gentile e modesta pop star che potresti mai sperare di incontrare. Quando cito l'episodio di Rory Carroll, giornalista del Guardian recentemente tenuto come ostaggio a Baghdad per trentasei ore, che ha tentato di farsi amici i suoi rapitori enfatizzando la sua appartenenza all'Irlanda e non all¹Inghilterra citando le opere di Enya, lei quasi sviene, colta di sorpresa. "Wow!" Poggia la sua tazza di caffè (senza latte) sul tavolo, per calmarsi. "Non lo sapevo. E, effettivamente, trovo queste cose davvero strane. Forse per gli intervalli di tempo così lunghi tra gli album, mi sento separata dal successo. Mentre sono in studio spero che almeno una persona apprezzerà il mio lavoro". Senza dubbio, questo distacco dal successo mondiale, incrementato in tempi recenti dall'uso della sua musica in brani di artisti come i Fugees e Mario Winans, è accentuato dal fatto che non va mai in tournee (uno studioso ha coniato il termine "enyanomico" per spiegare la sua capacità nel vendere milioni di dischi senza esibizioni dal vivo), e dal fatto che impiega anni per realizzare ogni album. Ascoltandole, le sue composizioni sembrano assemblate con la stessa accuratezza che Peter Carl Faberge riservava alla creazione delle sue uova: lei e il produttore Nicky Ryan iniziano ogni brano con una melodia e vi costruiscono intorno suono dopo suono, in certi casi registrando anche cinqucento tracce per una canzone. In ogni caso, i dodici brani di "Amarantine" sono state composti in "soli" due anni, dopo tre anni dal suo ultimo lavoro. Sbocconcellando dolcemente un sandwich (al pollo), Enya spiega come ha impiegato questo tempo: dopo che la sua "Only Time" è stata usata da molte tv e radio come sottofondo dei servizi sull'11 settembre, lei ha colto l'occasione per rilasciare un'edizione speciale della canzone, destinata alla raccolta di fondi per le famiglie delle vittime; ha composto due canzoni per Il Signore degli Anelli: la Compagnia dell'Anello, e ha rinnovato il suo piccolo maniero con vista sulle Wicklow Mountains, fuori Dublino. "Fu ristrutturato dopo un incendio negli anni Venti, perdendo il suo aspetto Vittoriano. Così l'ho riportato a quello stile, con contaminazioni Georgiane e contemporanee. Si chiamava Victoria Castle, poi Ayesha Castle, ma io l¹ho ribattezzato Manderley Castle, come la casa in Rebecca di Daphne Du Maurier. In un certo senso, fa proprio per meŠ". I molti critici di sesso maschile che detestano l'inesorabilmente contemplativo lavoro di Enya potrebbero pensare a qualcosa di meglio di un castello per riassumere la sua personalità: campanellini scacciaspiriti, aromaterapia, candele e tappetini per lo yoga, per esempio. Ma a me sembra che un piccolo castello irlandese "faccia proprio" per Enya: puoi immaginarla camminare in vesti di velluto, non accendere radio e tv per mesi, guardare fuori dalla finestra, seduta in meditativo silenzio per ore. Non devi essere Sigmund Freud per scoprire da dove viene il suo bisogno di tranquillità e solitudine (ha scelto di non sposarsi e di non avere bambini). Chiaramente è una reazione ad un'educazione che lei stessa ha descritto come "un incessante trambusto, e confusione, e pianto, e caos". Un infanzia con otto tra fratelli e sorelle, e genitori impiegati nella musica tradizionale irlandese. A diciotto anni entra a far parte dei Clannad, il gruppo celtico formato dai suoi fratelli con due zii, ma non ci vuole molto prima di intraprendere la carriera solista. Il grande successo arriva dopo la realizzazione della colonna sonora del film The Frog Prince di David Puttnam e l'hit "Orinoco Flow" del 1988. Sfortunatamente, gli sforzi messi in atto da Enya per essere lasciata sola non vanno sempre a buon fine. La sua pace è stata recentemente disturbata da un intruso che si è introdotto nel castello. Enya è stata costretta a chiudersi in una stanza blindata, dopo aver scoperto che l'uomo aveva eluso i sistemi di sicurezza. L'intruso ha aperto una cassaforte, rubando alcuni oggetti personali ma non denaro e oggetti di valore. Non è stata la prima volta che Enya è stata oggetto delle attenzioni indesiderate dei fan: nel 1996, un italiano, che era stato visto a Dublino con una foto della sua beniamina appesa al collo, si pugnalò dopo essere stato cacciato dal pub dei genitori di lei, nel Donegal. "E' il lato negativo del successo", dice lei. "Da quel giorno ho dovuto pensare alla mia sicurezza perché certe persone sembrano avere una sorta di fissazione con me. Il modo migliore di convivere con questa cosa è non darle troppa importanza. Sa, è successo già alcune volte. Quando succede, vado dritta in studio, ricevo un appoggio incondizionato e dico: Ok, conosciamo questa sensazione, andiamo avanti con la nostra vita". A questo punto, il PR della casa discografica bussa alla porta e mi fa un cenno, per indicarmi che il tempo a disposizione sta per scadere. Lo uso per porre a Enya le ultime domande della mia lista. Ha intenzione di fare un tour? Risponde di no, ma dice di star preparando uno speciale tv dal vivo. E' davvero la monaca reclusa della new-age, come tutti dicono? No davvero le piace viaggiare. Ed è vero che lascerebbe l¹Irlanda se il Paese abolisse il controverso schema di esenzione dalle tasse riservato agli artisti, del quale si pensa lei sia una delle più grandi beneficiarie? "Assolutamente no. Continuano a ripeterlo. Ma non è vero che qualcuno gode di una piena esenzione dalle tasse. Non so se lei è a conoscenza delle leggiŠ Si ottiene l'esenzione dalle tasse solo per ciò che riguarda le entrate sulla pubblicazione. Io vengo tassata su tutti i miei album. E se guarda alle mie vendite, sonoŠ sa, abbastanza consistenti". Arrossisce dopo questo commento forse realizzando che potrebbe essere sembrata immodesta. Un altro rossore la assale quando prende in considerazione la mia ultima domanda: c¹è un uomo nella sua vita? Un Signor Enya? "Signor Enya?". Appoggia i resti del sandwich che stava mordicchiando sul vassoio e poi lo poggia sul tavolo. Ne ha assaggiati solo due, mentre io ne ho demoliti otto. "Gli ultimi mesi sono stati molto difficili. Completare un album pesa molto sulle relazioni". "Ah: quindi c'era un Signor Enya e se ne è andato?" "Il punto è questo. Sa, ho una vita normale. Ma ci sono aspetti dell'essere famosi che...in un certo senso...rendono le relazioni difficili...Capisce?". Il Dorchester, Londra, W1 Un tè Un caffè Due vassoi di sandwich Totale: 35 sterline Traduzione di Zephryus | ||||||||||||||||||||
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