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Corriere Del Ticino Magazine
Sabato 29 novembre 1997
Di Roberto Gatti


Melodia e melancolia d'Irlanda


´Noi irlandesi siamo dappertutto, l'emigrazione Ë la nostra specialitýª. La cantautrice Enya parla del suo nuovo cd ´Paint the sky with
starsª.


Sarý che la sua prima lingua Ë il gaelico, non l'inglese. Sta di fatto che quando pronuncia il suo vero nome, il complicatissimo Eithne Ni Bhraonain, il volto della "chanteuse" pi˜ famosa d'Irlanda si illumina di un meraviglioso sorriso: e sembra quasi che secoli e secoli di storia patria si condensino in quei fonemi cosÏ sideralmente lontani dalla normale comprensibilitý.
PerÚ anche lei conviene che, se avesse mantenuto intatti i suoi autentici dati anagrafici, ben difficilmente avrebbe raggiunto il successo planetario di cui ora Ë accreditata. E anche per questo, una decina d'anni fa, quando decise di abbandonare i Clannad - vale a dire la
"band" di famiglia, nonchÈ uno dei gruppi musicali pi˜ rinomati dell'isola - Eithne Ni Bhraonain prese il nome di Enya: "un nome molto pi˜ facile da pronunciare, per chi non sia avvezzo alla nostra misteriosissima lingua". E ora Ë qui, comodamente seduta in una poltrona di uno degli alberghi pi˜ chic di Milano, pronta a chiacchierare di passato, presente e futuro. E soprattutto del suo ultimo disco, Paint the sky with stars (Wea): un'antologia che raccoglie il meglio di dieci anni di carriera, da Orinoco flow a The Celt, oltre a un paio di inediti di eccellente fattura.

Signora Enya, come spiega l'enorme interesse che il suo paese sta suscitando un po' dovunque, in questi ultimi tempi?

"A dire la veritý, non riesco a spiegarmelo bene neppure io. Sarý perchÈ la musica e la letteratura irlandese stanno finalmente ricevendo l'attenzione che da anni si meritavano.
Oppure, pi˜ banalmente, sarý perchÈ, da secoli e secoli, l'emigrazione Ë la nostra specialitý: noi irlandesi siamo dappertutto, e ci riesce oltremodo facile introdurre la nostra cultura in quella dei paesi che ci ospitano. In ogni caso, non credo di aver risposto alla sua domanda.
Per il semplice fatto che non lo so... anche se sono molto felice di quanto sta accadendo"
.

Proviamo allora con un'altra. Come spiega che molti elementi di questa cultura - elementi musicali, soprattutto - siano stati adottati
in pieno dalla New Age?


"Pi˜ che di New Age in senso stretto, io parlerei di World Music: che infatti attinge a piene mani dal patrimonio etnico di tantissimi paesi del mondo, Irlanda compresa. Ma questo Ë un bene, perchÈ Ë un modo molto efficace per introdurre presso i giovani gli aspetti pi˜ interessanti di altre culture, di altri modi di musica e canto. E, al tempo stesso, Ë un "artificio" molto originale per preservare la propria identitý culturale"

Da sempre, la sua musica ha un appeal molto pacificato, molto circolare, quasi ipnotico: in altre parole, sembra una preghiera laica. Tutto questo rappresenta la sua intima personalitý, o si tratta di uno sforzo quasi "scientifico" di comunicazione?

"» giusta la prima ipotesi: le emozioni che metto in musica sono essenzialmente mie. In altre parole, quando scrivo (e scrivo soprattutto di notte, anche se poi rielaboro tutto quanto di giorno, per avere un maggior distacco critico) cerco di catturare le emozioni pi˜ intime della mia anima, e poi di trasporle in musica. Molto facile a dirsi, ma le posso assicurare che, in pratica, non Ë davvero cosÏ. Anche perchÈ io sono una perfezionista incallita, e a volte mi capita di spendere settimane intere per ricercare la melodia giusta".

Mi par di capire che, per lei, l'elemento fondamentale di una buona canzone Ë proprio la melodia...

"Certo. L'orchestrazione impeccabile, gli arrangiamenti azzeccati, il canto inappuntabile, sono tutti elementi molto importanti per la riuscita
di una canzone, ma la melodia Ë assolutamente determinante. Tutto comincia da lÏ, perfino le liriche: che infatti sgorgano con molta pi˜
facilitý, se la melodia "gira" nella maniera giusta. E tutto deve essere subordinato a lei: tant'Ë vero che io divento ancor pi˜ critica del solito, quando sento che la melodia non "esplode" come vorrei..."


Interessante. Ma che cosa deve contenere una melodia, per essere "giusta" ed "esplodente"?

"Secondo me - ed Ë del tutto ovvio che questo vale solo per le mie canzoni - un giusto senso della melanconia. Che, ovviamente, non ha nulla da spartire con la tristezza, nÈ con l'angoscia. » un sentimento molto pi˜ sottile, una sorta di spleen molto pi˜ riconducibile alle tribolazioni dell'anima, piuttosto che della mente..."

» molto irish tutto questo, ne conviene?

"Certo. Non a caso l'Irlanda Ë una terra deliziosamente melanconica, in cui chi ha antenne sensibili riesce a cogliere uno spleen sottile
anche nelle musiche pi˜ allegre e scatenate. CosÏ come esiste, al contrario, un lato sottilmente scherzoso e ironico anche in partiture pi˜ apparentemente introverse".


PerÚ molte delle sue canzoni sono ambientate lontano dall'Irlanda, basti pensare a Orinoco flow, Carribean blue, China roses,
Storms in Africa... Sono esperienze di viaggi fatti in prima persona, o qualcosa di pi˜ sottile?


"Direi che sono viaggi immaginari, visto che non mi muovo quasi mai da Dublino. Sono emozioni della mente che io catturo e metto in musica. E poi lascio che la forza della musica mi trasporti dove vuole, anche in luoghi che non conosco e che magari neppure esistono. » un'esperienza meravigliosa, glielo posso assicurare!".